Arrivano dalla Nigeria o dal Pakistan e ora 40 donne imparano l'italiano a Trento, l'impegno della circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara assieme al Gioco degli Specchi
In questa scuola tutta al femminile, volontarie sono le insegnanti, volontarie pure le baby sitter che fanno giocare i bambini mentre le mamme imparano a parlare, leggere e scrivere in italiano

TRENTO. Vengono dal Marocco, Tunisia, Egitto ma anche dalla Nigeria e dal Pakistan. E' un gruppo numeroso quello di donne straniere che grazie alla circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara riesce a frequentare i corsi di italiano.
Con i suoi oltre 17 mila abitanti, questa circoscrizione la più anziana di Trento, ma anche quella che nel 2023 ha acquisito più abitanti (più 160 persone) e che si distingue per una vitalità davvero non comune.
L’ha constatato il sindaco Franco Ianeselli, che ha iniziato il suo tour insieme al presidente Mariano Ferrari proprio dalla sede della Circoscrizione già in piena attività con le lezioni di italiano per donne straniere organizzate dal Gioco degli specchi.
In questa scuola tutta al femminile, volontarie sono le insegnanti, volontarie pure le baby sitter che fanno giocare i bambini mentre le mamme imparano a parlare, leggere e scrivere in italiano.
Cecilia Muscatelli e Serena Angeli sono l’anima del progetto, che però trae la sua forza dalle tante persone che lavorano insieme: innanzitutto una quarantina di donne immigrate divise su due turni (arrivano anche da Rovereto e c’è pure la lista d’attesa), separate per livelli (“c’è chi è analfabeta e chi è già B1”). Ad impegnarsi tante volontarie tra cui le universitarie del progetto Super (Studenti per i rifugiati) e la Fondazione Lunelli, che finanzia l’acquisto di materiale didattico.
Durante il giro all'interno del territorio della circoscrizione San Giuseppe, spostandosi in bicicletta insieme gli assessori Alberto Pedrotti (Welfare) e Italo Gilmozzi (Lavori pubblici), il sindaco ha poi fatto visita alla parrocchia di San Pio X dove l’attendevano don Rodolfo Pizzolli e un efficientissimo quanto numeroso gruppo di volontari: c’è il gruppo che fa servizio alla mensa dei Cappuccini, c’è chi segue le famiglie fragili insieme ai servizi sociali del Comune e si occupa di saldare qualche bolletta arretrata, c’è chi aiuta le mamme sole prendendosi cura dei figli grazie all’iniziativa del Comune Affetti speciali, chi organizza i pranzi mensili per gli anziani (un centinaio ogni volta, anche da fuori città), chi supporta i profughi ucraini e curdo-iracheni ospitati negli appartamenti della parrocchia, chi ancora prepara il pranzo per i senza dimora la domenica, quando è chiuso il Punto d’Incontro.
Forse però il servizio più sorprendente offerto da questa parrocchia-fucina di mille iniziative è l’accoglienza alle scolaresche che arrivano visitare il Muse: “L’anno scorso sono passati da noi 8 mila studenti – racconta il parroco – Vengono qui perché cercano un luogo dove consumare il pranzo al sacco, soprattutto d’inverno o quando è brutto tempo. Solo questa settimana abbiamo ospitato 170 ragazzi”.

















